Il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana aperto fino a sera

24 giugno 2010 La Soprintendenza per i BAP di Salerno e Avellino, diretta dall’architetto Giuseppe Zampino, comunica il nuovo orario estivo, dal 1 luglio al 30 settembre 2010, che osserverà …

Il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana aperto fino a sera

24 giugno 2010

La Soprintendenza per i BAP di Salerno e Avellino, diretta dall’architetto Giuseppe Zampino, comunica il nuovo orario estivo, dal 1 luglio al 30 settembre 2010, che osserverà il Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana. Da Martedì a Venerdì apertura dalle ore 9.00 alle 13.00. Nei giorni di Martedì, Giovedì e Sabato apertura anche pomeridiana dalle ore 17.00 alle 21.00 Il Museo si trova nel centro storico di Salerno, in via Mercanti 74, l’ingresso è gratuito. E’ un museo senza barriere destinato anche al pubblico delle persone disabili, nell’ambito del progetto Cassio predisposto dal Mibac. Il Museo Virtuale nasce dalla trasformazione e dall’ampliamento del Museo Didattico della Scuola Medica Salernitana, realizzato nel 1993 dalla Soprintendenza. Nel museo virtuale rivivono, in un racconto coinvolgente e interattivo, essenziale ma rigoroso i temi e i protagonisti di quella gloriosa pagina che, negli anni immediatamente seguenti al Mille, vide Salerno al centro del rinascimento scientifico dell’Occidente. Snodo importante di traffici culturali e commerciali, Salerno, capitale longobarda ben radicata nella cultura classica, raggiunse nell’elaborazione scientifica espressioni di libertà e di apertura culturale di respiro internazionale. Qui, attraverso lo studio delle fonti autorevoli della medicina classica e di quella araba e attraverso l’attività medica praticata ed insegnata da monaci e da laici, si definì quel sapere scientifico che poneva al centro della filosofia l’uomo con la sua salute, le sue regole e la sua armonia con la natura. La tradizione medica salernitana trae appunto la sua origine dal sincretismo culturale che caratterizzò il Mezzogiorno d’Italia durante il Medioevo e che costituisce anche nel museo l’avvio della narrazione: la ricostruzione stereoscopica della cappella palatina di S. Pietro a Corte, fulcro della vita religiosa e civile della città a partire dall’ VIII secolo, quando fu costruita da Arechi II nel suo palazzo principesco.

Ultimo aggiornamento

24 Giugno 2010, 00:00