Artista Mario Carotenuto – Salerno
Presepe dipinto di Mario Carotenuto Sala San Lazzaro - Duomo di Salerno A cura della dott.ssa Rosa Maria Vitola, con il contributo della tirocinante Sara Liguori - Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DISPAC), Università degli Studi di Salerno
Data:
17 Agosto 2017
Il Presepe Dipinto di Mario Carotenuto nasce nel 1982 nella storica Sala San Lazzaro, ambiente trecentesco annesso al Duomo di Salerno, grazie alla collaborazione tra il Maestro Carotenuto e la Bottega San Lazzaro. Quella che inizialmente appariva come un’idea audace si è trasformata negli anni in una delle più significative espressioni artistiche e popolari del Natale salernitano.
Fu lo stesso Mario Carotenuto a ricordare l’origine di questa avventura artistica: alla fine dell’estate del 1982 ricevette a Minori la visita di Peppe Natella e della moglie Adriana, che gli chiesero di realizzare un bozzetto per un presepe. La proposta gli sembrò inizialmente insolita, poiché la tradizione presepiale attraversava allora un periodo di declino. Tuttavia, accettò la sfida e, con il sostegno del parroco della Cattedrale, don Giovanni Toriello, che mise a disposizione la Sala San Lazzaro con l’approvazione dell’arcivescovo monsignor Gaetano Pollio, il progetto prese forma.
Per la realizzazione dell’opera fu adottata una soluzione artistica originale: il sistema delle sagome dipinte. Carotenuto raccontò di essersi ispirato a un piccolo crocifisso ritagliato su una silhouette di stagnola e dipinto a mano, visto casualmente in una strada di Angri. Da quell’intuizione nacque un linguaggio espressivo innovativo che si rivelò particolarmente efficace. Nel corso degli anni, il presepe contribuì a riportare al centro delle celebrazioni natalizie una tradizione che sembrava ormai dimenticata, restituendole un forte valore comunitario e spirituale.
Come ha scritto il critico Corradino Pellecchia, quello di Carotenuto è «il presepe degli umili e dei semplici di cuore». Lontano dagli sfarzi e dalla teatralità della grande tradizione settecentesca napoletana, esso pone al centro il significato autentico della Natività attraverso una rappresentazione popolata da persone reali. Tutti i personaggi, infatti, posarono dal vivo per l’artista e furono dipinti a grandezza naturale in abiti contemporanei. Non figure idealizzate, ma uomini e donne comuni, alcuni noti e altri meno, che animavano quotidianamente le strade, i vicoli e le piazze del centro storico di Salerno.
Anno dopo anno, nuove figure sono entrate a far parte della scena, arricchendo questa straordinaria “Betlemme salernitana”. Il presepe si è così trasformato in un autentico ritratto della città, capace di raccontarne mestieri, attività, tradizioni, gesti e volti. In questo teatro di sagome dipinte convivono il popolo e le istituzioni, gli artigiani e gli intellettuali, i giovani e gli anziani, componendo un affresco umano ricco di realismo e profonda spiritualità.
Oggi il Presepe Dipinto rappresenta non soltanto un’opera d’arte, ma anche una preziosa testimonianza della memoria collettiva di Salerno, un luogo dove il racconto evangelico si intreccia con la vita della comunità e dove il Natale continua a ritrovare il suo significato più autentico.
Testi di riferimento: Corradino Pellecchia, Mario Carotenuto. Il Presepe Dipinto 1982-2017, Edizioni Segno Associati. Pubblicazione realizzata in memoria di Peppe Natella a cura della Bottega San Lazzaro.
Ultimo aggiornamento
17 Agosto 2026, 10:08
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino 































