Da Velia a Paestum il lungo viaggio tra i tesori del Cilento. Il saggio della Casule sugli studi del patrimonio locale. Articolo tratto da LA CITTA’ del 10 settembre 2018
11 settembre 2018 In uno scritto dal titolo “Il racconto del Cilento artistico”, la soprintendente per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Salerno e Avellino, Franc…
Data:
11 Settembre 2018
11 settembre 2018
In uno scritto dal titolo “Il racconto del Cilento artistico”, la soprintendente per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Salerno e Avellino, Francesca C asule , ha ricostruito il percorso degli studi sul patrimonio artistico cilentano. Il testo è contenuto nel catalogo dal titolo “Ritorno al Cilento. Anteprima della mostra”, pubblicato lo scorso anno. Si tratta di una generale e puntuale riflessione su un percorso di studi e ricerche che parte dalla fine degli anni Ottanta dello scorso secolo, fino alla realtà odierna. Il racconto di Francesca Casule parte dalla Magna Grecia, dalla dotta città di Elea/Velia, con l’omonima scuola filosofica di Parmenide e di Zenone, per approdare alla più famosa colonia di Poseidonia/Paestum, con i suoi superbi templi e per passare, poi, all’età cristiana attraverso il Monastero di Santa Maria di Pattano, frazione di Vallo della Lucania, con i suoi affreschi e ancora alla Grotta di San Michele Arcangelo a Olevano sul Tusciano. Fa poi cenno alla presenza dei benedettini nella provincia salernitana e nel Cilento. Si passa, così, all’antica Diocesi di Capaccio considerata come elemento di unione, non solo religioso, ma anche di natura culturale e artistica, tra il Vallo di Diano, con la Certosa di Padula e con l’antica città di Tegianum/ Diano/Teggiano, e il Cilento, con la presenza della catena montuosa degli Alburni.
Gerardo Pecci
Ultimo aggiornamento
11 Settembre 2018, 00:00
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino