SALERNO – IL CATALOGO DELLA MOSTRA TORNATE ALLA LUCE. Domani la presentazione del volume. Interverr il Soprintendente Miccio. Presenti anche il Col. Parrulli, il Ten. Col. De Luca con il Cap. Elefante del Nucleo T. P. A.
29 maggio 2012 Mercoledì 30 maggio, alle ore 10.
Data:
29 Maggio 2012
29 maggio 2012
Mercoledì 30 maggio, alle ore 10.30, nel Salone del Gonfalone di Palazzo di Città, sarà presentato il catalogo della mostra “Tornate alla Luce!”, opere d’arte e documenti ritrovati in esposizione dal 14 aprile scorso a Palazzo di Città. Il volume di 80 pagine raccoglie, oltre alle presentazioni dei rappresentanti degli enti coinvolti nel progetto, schede redatte per ogni opera da storici dell’arte della Soprintendenza BSAE e documentazione fotografiche dei fotografi della Soprintendenza BAP e BSAE (Enzo D’Antonio e Giovanni Mogavero). Per i documenti sono state redatte specifiche schede da funzionari della Soprintendenza Archivistica, da studiosi, e docenti delle Università di Salerno e Napoli. Alla manifestazione saranno presenti rappresentanti dell’Amministrazione Comunale (Assessore alla CUltura Ermanno Guerra), delle Soprintendenze BSAE (dott.ssa Maura Picciau), BAP (Ing. Gennaro Miccio) e Archivistica (dott.ssa Michela Sessa), dell’arma dei Carabinieri (Comandante provinciale Col. Fabrizio Parrulli, Ten Col. Pasquale De Luca) Nucleo di tutela patrimonio Culturale Cap. Carmine Elefante ed i redattori delle schede a compendio dell’opera.
La mostra “Tornate alla luce” rappresenta la degna conclusione di un lungo lavoro di studi, ricerche, indagini, restauri condotto da ben cinque istituzioni che, insieme, hanno creduto nell’azione coordinata e complementare offerta da ogni singola competenza e specificità per il perseguimento di un obiettivo di interesse sociale e culturale. Sono concetti semplici, dai contenuti anche banali, che molto spesso vengono esibiti in determinate occasioni di facciata, ma raramente applicati. Il merito in questa fortunata circostanza va soprattutto attribuito ad alcuni funzionari ed operatori dei vari uffici che, credendo nella giustezza del risultato, hanno lavorato sodo, senza badare troppo agli aspetti burocratici e formali che, soprattutto in presenza di più Istituti, spesso possono costituire ostacoli insormontabili. L’occasione è stata determinata da alcuni ritrovamenti, per certi aspetti fortuiti come le opere collocate, chissà quando, in un locale di sgombero del Comune o come i quattro registri dell’ottocento emersi da un deposito; altre opere, invece, sono state frutto delle attività investigative dei Carabinieri che spesso restituiscono alla collettività oggetti del patrimonio pubblico trafugati. Da allora, era l’anno 2002, è stata avviata una intensa attività di collaborazione, coordinata dal funzionario del Comune di Salerno Antonio D’Angelo, che subito ha intravisto la possibilità di condurre un programma di serio approfondimento che coinvolgesse specifiche competenze, settori ed istituti culturali in grado di svelare un ulteriore ed importante tassello della storia, anche recente, della città. La allora Soprintendenza unica per i BAPBSAE offrì la propria parte per lo studio, la catalogazione e l’avvio dei restauri delle opere recuperate; anche quando questo istituto fu diviso in due distinti uffici, la neonata Soprintendenza BSAE ha assicurato comunque la continuità dell’azione (anche questo è un concetto apparentemente ovvio, ma di difficile applicazione), provvedendo al completamento del restauro delle opere. La Soprintendenza Archivistica Regionale, insieme all’Archivio Storico del Comune di Salerno, ha curato un interessante studio sui registri ritrovati che certamente darà l’avvio ad importanti approfondimenti sull’assistenza infantile a Salerno, nella sua vasta provincia ed in quei territori che, fino alla istituzione delle Regioni, gravitavano su quanto questa città poteva offrire in termini di assistenza, di formazione e di possibilità di inserimento. Nondimeno la Soprintendenza per i BAP, anche se privata della competenza storica ed artistica, ha smesso di impegnarsi per la conclusione del programma e sta ora curando la documentazione iconografica delle opere, il contributo alla redazione del catalogo e, con i curatori del Comune, sta finalizzando questo intenso lavoro all’approntamento di un sistema informatizzato per la creazione di una “Pinacoteca Comunale Virtuale” in grado di raccogliere e rendere organicamente fruibile il vasto patrimonio di beni di interesse culturale che appartengono al Comune, ma variamente collocati all’interno degli ambienti di rappresentanza e negli uffici più svariati e, per questo, poco visibili dal pubblico. Tale patrimonio non è costituito solamente dalle tele, dalle sculture e dagli arredi già noti e comparsi in varie mostre e cataloghi; sono da ricomprendere anche in questa raccolta virtuale, ad esempio, i disegni ed i bozzetti redatti da Camillo Guerra, progettista e realizzatore di tante opere pubbliche salernitane allorquando, verso la fine degli anni ’30 dirigeva l’ufficio tecnico del Comune: una parte di questo materiale si trova a Napoli ma è stato già catalogato e fotografato dalla facoltà di Ingegneria dell’Università di Salerno ed è, quindi, disponibile per essere idealmente riunito a quanto custodito all’Archivio Storico del Comune oppure esposto in vari uffici. A tal proposito, la Soprintendenza per i BAP con la facoltà di Ingegneria dell’Università di Salerno, ha condotto di recente una indagine generalizzata su tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato realizzato nella città tra le due guerre: è stato questo un periodo particolarmente significativo per Salerno che ha veramente cambiato volto, assumendo la veste di “Città Moderna” in linea, anche se con ritardo, con i nuovi indirizzi urbanistici e culturali europei. Lo studio ha prodotto una raccolta di materiale spesso inedito, perché proveniente dagli archivi dei professionisti e delle imprese che hanno operato in quel periodo messo a disposizione degli eredi; ma una cospicua parte è stata anche reperita presso l’Archivio Storico del Comune. Pure tale patrimonio documentale potrebbe far parte della “Pinacoteca Virtuale”, costituendo una sezione speciale. Anche questa mostra rappresenta molto efficacemente questo straordinario periodo di rinnovamento della società salernitana, periodo durante il quale la città ha espresso, forse, il meglio della sua produzione artistica con numerosi ed interessanti esponenti nelle varie arti, la cui fama ha varcato certamente anche i confini più strettamente locali. Costituisce motivo di gratificazione per le istituzioni culturali la circostanza che la mostra sia allestita e proposta durante le manifestazioni della settimana della cultura, dimostrando così ancora una volta l’adesione dell’amministrazione della città alle iniziative del Ministero che cerca, nonostante le scarse risorse, di mantenere vivo e costante l’interesse per il nostro patrimonio culturale, stimolando anche la conoscenza delle potenzialità locali che rappresentano, se non altro, un segno distintivo di appartenenza e di identità di una comunità, specificità queste che solo la cultura può conferire. Gennaro Miccio (Soprintendente BAP di Salerno e Avellino)
Ulteriori informazioni sul sito web della Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino www.ambientesa.beniculturali.it / info 089 2573241 / Fax 089 318120 Michele Faiella (Ufficio Stampa) e mail: sbap-sa.stampa@beniculturali.it – Per approfondimenti:I luoghi e gli eventi www.beniculturali.it – Numero verde 800 99 11 99 – Il MiBAC è anche su Youtube, Facebook e Twitter
Ultimo aggiornamento
29 Maggio 2012, 00:00
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino